Green Up (discarica di Bossarino) e Comune di Vado litigano sui soldi

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Talvolta a punture di spillo e più spesso a colpi da centomila euro, prosegue la querelle senza fine tra il Comune di Vado Ligure e il gruppo Waste Italia, che – dopo essersi svenato per acquisire il controllo delle due società concessionarie – gestisce le discariche di Bossarino (rifiuti speciali) e Boscaccio (rifiuti urbani). L’ultima scaramuccia (che comunque non è una puntura di spillo) riguarda l’impianto di smaltimento alle spalle di Bossarino, che Waste Italia ha affidato in affitto alla controllata Green Up Srl di Milano.

Quest’ultima, nei giorni scorsi, ha comunicato l’importo di quanto dovuto al Comune di Vado come pagamento degli oneri di servizio relativi al 2° trimestre 2017. Nel calcolo la società di gestione ha conteggiato gli oneri dovuti applicando la riduzione prevista dall’art. 2 del Regolamento regionale del 2002 che prevede uno sconto del 50% sulla tariffa intera per i soggetti in possesso del certificato di qualità ambientale Emas.

Non è la prima volta che capita, e in ogni circostanza il Comune ha chiesto a Green Up di produrre documenti in grado di provare il possesso della registrazione Emas. La società ha sempre risposto ma senza convincere il Comune di avere le carte in regola per poter dimezzare l’importo dovuto. E così un altro contenzioso si è aggiunto ai numerosi già in corso o consumati: Green Up ha conteggiato 121 mila euro da versare al Comune, ma il conto, secondo il Comune, è più salato: 243 mila euro. E così resterà, sino a quanto, se sarà in grado di farlo, Green Up esibisca la documentazione comprovante il possesso della registrazione Emas.

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