Inaugurata la Noberasco di Carcare: “Orgogliosi delle nostre scelte”

Noberasc taglio

C’era anche uno degli imprenditori italiani più noti e carismatici, Giovanni Rana, a festeggiare il “battesimo” ufficiale del polo agroalimentare Noberasco, questa mattina a Carcare. Un’inaugurazione giunta a due anni dall’avvio delle produzioni ma che ha consentito di calarsi per davvero nel futuro, in quella che sarà, e in Val Bormida già è, l’industria 4.0. Uno stabilimento che lavora 24 ore su 24, che non dorme mai perché di notte ci pensano i robot a preparare, lavorare e confezionare la frutta che al mattino sarà avviata in Italia e all’estero sui tir climatizzati. E fare tutto questo, riuscendo anche a far crescere l’occupazione, quasi raddoppiandola rispetto alla situazione precedente – oggi gli addetti sono 140 – è un altro piccolo miracolo riuscito alla famiglia Noberasco, che ha accettato e vinto la sfida di voler rimanere fedele alle sue solide radici liguri.

A festeggiare l’evento, oggi a Carcare, c’erano – oltre al “re dei tortellini” – molti colleghi imprenditori e, in rappresentanza delle istituzioni, il sottosegretario allo Sviluppo Economico Tersa Bellanova, l’assessore regionale Edoardo Rixi, la presidente della Provincia Monica Giuliano, i sindaci di Albenga e di Carcare, il neopresidente dell’Unione Industriali di Savona Enrico Bertossi. “Quando abbiamo avviato questa iniziativa – ha ricordato l’amministratore delegato della società Mattia Noberasco – il nostro fatturato era di circa 65 milioni di euro; oggi è raddoppiato, come sono stati incrementati dell’80 per cento i livelli occupazionali. Nella sede di Vado Ligure non avevamo lo spazio fisico per progettare uno sviluppo e abbiamo cercato un nuovo sito. E’ vero, si poteva andare all’estero, ma la nostra scelta è stata quella di puntare sul territorio che ci ha visti crescere per oltre cento anni e quattro generazioni di impresa”.

Uno stabilimento all’avanguardia, sia per tecnologia sia per safety e protezione ambientale: 24.500 metri quadrati di superficie coperta, quasi 6 mila celle frigorifere totalmente automatizzate, tre linee di pastorizzazione e dieci di packaging, capaci di confezionare, a pieno regime, fino a 30 mila tonnellate l’anno di prodotti secchi e morbidi. Tutto è informatizzato, con sistemi di controllo e di tracciabilità, dall’arrivo della materia prima fino alla spedizione del prodotto finito, secondo gli standard più evoluti e rigorosi a livello internazionale.

“Alla famiglia Noberasco va riconosciuto il merito di aver scelto di rimanere in Liguria e su questo territorio, puntando su investimenti all’insegna della qualità e dell’innovazione – ha sottolineato l’assessore Rixi -. La fabbrica 4.0 non è solo una fortunata formula innovativa, ma rappresenta una svolta reale nel modo di fare impresa, una visione nuova che darà significativi risultati nei prossimi anni”.  “Siamo di fronte ad una eccellenza del nostro Made in Italy e della nostra industria alimentare – ha detto il sottosegretario Bellanova -. Noberasco è un ‘player globale’ saldamente radicato sul territorio. Qui si toccano con mano i valori dell’ambiente e dell’impresa sociale, nel segno della quarta rivoluzione industriale che attende la nostra imprenditoria”.

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