Raddoppio FS Finale – Andora: respinti dal Tar i ricorsi degli ambientalisti

Est 14 due 093

Il Tar Liguria ha respinto quattro ricorsi presentati da tre associazioni ambientaliste e da 56 persone fisiche, residenti nel ponente savonese, contro gli atti adottati dalle amministrazioni statali e dagli enti territoriali con cui sono stati approvati i progetti per il raddoppio del tratto Finale Ligure – Andora della linea ferroviaria Genova-Ventimiglia. I ricorsi, sostenuti dall’avvocato Daniele Granara, risalgono rispettivamente al 2006, 2011, 2012 e 2015.

Controparti chiamate in causa erano il Cipe, Comitato interministeriale per la programmazione economica, quattro ministeri, la Regione Liguria, le Province di Imperia e Savona, i Comuni di Albenga, Finale Ligure, Borgio Verezzi, Tovo San Giacomo, Pietra Ligure, Borghetto Santo Spirito, Ceriale, Villanova d’Albenga, Alassio, Laigueglia, Giustenice e Andora. Contro l’accoglimento dei ricorsi si era costituita anche Rete Ferroviaria Italiana, assistita dall’avvocato Piergiorgio Alberti.

Tra i motivi dei ricorsi, la mancata riedizione della Valutazione di Impatto Ambientale dell’opera (la prima risaliva al 1996) a seguito della nuova elaborazione del raddoppio Finale – Andora, unita alla considerazione che le amministrazioni non avevano tenuto conto delle alternative possibili, compresa quella di non dar corso all’opera (“opzione zero”). Il Tar, nella sentenza, rileva che il procedimento di Via si era svolto regolarmente, che erano state prese in esame le interazioni tra l’opera in progetto ed il territorio, e che nessuna impugnazione era stata nel frattempo proposta.

L’amministrazione statale e quella regionale si erano comunque pronunciate al riguardo ribadendo che il territorio non era nel frattempo mutato sostanzialmente, e che le modificazioni previste per il piano dell’opera erano state definite “di natura non sostanziale”. Questa opinione – rileva il Tar -risulta corroborata anche dalla lettura della sentenza con cui il Consiglio di Stato, per un altro tratto della ferrovia Genova-Ventimiglia, ritenne nel 2005 corretto l’utilizzo di una valutazione d’impatto operata anni prima della decisione di attuare il progetto.

La seconda censura denuncia l’illegittimità compiuta dalle amministrazioni procedenti, che non hanno tenuto conto delle zone di rilievo ambientale che saranno attraversate dalla strada ferrata in progetto, una violazione tanto più rilevante se si considera che talune aree sono classificate come SIC, siti di interesse comunitario. Il Tar ha ritenuto questa contestazione “generica e non accoglibile”, rilevando che “sarebbe stato onere dei ricorrenti chiarire quale area sarà interessata dal progetto, e quale sarà il danno che l’ambiente deriverà dalla sua attuazione”.

I ricorsi lamentavano inoltre la mancata considerazione di numerosi problemi, quali l’esistenza di un tratto (Loano – Albenga) già armato a due binari,  il pericolo di crollo di case ad Alassio che potrebbe derivare dall’esecuzione die lavori; le possibili gravi difficoltà che deriveranno alle aziende agricole della piana d’Albenga dalla nuova ferrovia; le difficoltà nella viabilità che si verificheranno nelle stazioni di Albenga e Alassio. “Anche in questo caso – si legge nella sentenza della prima sezione del Tar Liguria – il collegio nota che la doglianza non specifica quali siano i rischi che concretamente potrebbero derivare ai beni indicati, quali i ricorrenti che sarebbero lesi dalla nuova linea, quale sarebbe il danno concretamente prevedibile alle case ed all’agricoltura”.

Così come non hanno trovato accoglimento i “motivi aggiunti” inseriti negli ultimi ricorsi. L’unica consolazione per i ricorrenti è all’ultima riga della sentenza: “La complessità delle questioni trattate rende opportuna la compensazione delle spese di giudizio”. Il raddoppio ferroviario può (o potrebbe?) andare avanti.

You may also like...