No del Comune di Savona alla cessione a Banca Carige dei crediti di Ata

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Per l’amministrazione comunale di Savona quella dell’Ata è stata una forzatura che va respinta. La società di igiene urbana di via Caravaggio (nella foto) aveva stipulato dal notaio con Banca Carige un contratto per la cessione di tutti i crediti che Ata aveva maturato dal 20 dicembre 2016 nei confronti del Comune, che è, nello stesso tempo, cliente (per tutti i servizi di cui è affidatario) e proprietario dell’azienda. Decisione, quella di andare davanti al notaio, di cui la giunta non era stata informata e che comunque avrebbe quantomeno richiesto la preventiva approvazione da parte dell’azionista di controllo.

Non solo una questione di forma, tuttavia, ma anche di sostanza. La cessione dei crediti avrebbe  un rilevante impatto nei rapporti tra Comune e azienda rispetto ai crediti e debiti reciproci. L’amministrazione municipale vanta infatti dei crediti nei confronti di Ata, soprattutto relativo alla gestione delle aree di sosta a pagamento, tanto che dal marzo 2015 il Comune ha iniziato a compensarli mensilmente trattenendo 100 mila euro da quanto dovuto quale corrispettivo per i servizi di igiene urbana. “Un recupero che deve proseguire – insiste la giunta comunale – ma che non sarebbe possibile con la cessione dei crediti, perché i corrispettivi dei servizi dovrebbero essere interamente versati a Banca Carige”.

Il contratto tra Ata e Carige è stato quindi rifiutato dal Comune in forza della norma: il creditore (in questo caso Ata) non solo deve stipulare la cessione del credito per atto pubblico (il che è avvenuto presso il notaio Firpo) ma deve anche ottenere il consenso dalla Pubblica Amministrazione (il Comune di Savona) alla cessione del credito. Uno spiraglio resta comunque aperto, in quanto la giunta comunale “si riserva di procedere ad una diversa cessione di credito che tuteli la possibilità per il Comune di recuperare progressivamente i propri crediti”.

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