Il Comune a 25 proprietari di San Bernardo: riparate gli argini del Letimbro

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Niente da fare: saranno i privati, proprietari di terreni e fabbricati lungo l’argine del Letimbro, a pagare i danni causati dall’alluvione del 24 novembre scorso. Il Comune di Savona, che già la scorsa settimana aveva ordinato agli utilizzatori di un ponticello sul Lavanestro di ripristinare le parti parzialmente crollate, ha usato lo stesso metro a San Bernardo in Valle con 24 proprietari di case (che diventano 25 con l’aggiunta delle Opere Sociali N.S. di Misericordia, risultate intestatarie di uno dei fabbricati coinvolti nella vicenda.

Che, a quanto è possibile ricostruire, è sorta proprio in seguito alle richieste che alcuni degli abitanti avevano rivolto al Comune nei giorni successivi all’alluvione perché provvedesse a ripristinare i danni provocati dal Letimbro in piena. I tecnici comunali hanno fatto un sopralluogo nella zona (lungo l’argine destro del torrente, a monte del ponte su via Priocco) ed hanno constatato che in effetti la piena aveva fatto crollare alcuni muri di contenimento di terrapieni e terreni e aveva messo allo scoperto nell’alveo dei tratti di condotta fognaria.

Solo che invece di mandare i cantonieri, il Comune ha mandato una raffica di ordinanze, con l’invito ai proprietari di provvedere sollecitamente al ripristino delle opere danneggiate per evitare nuovi e più gravi rischi. I proprietari chiamati in causa si sono indignati. C’è stato anche chi ha cercato di tirarsi fuori dalla contesa dicendo di abitare al secondo piano e di non possedere neanche un pezzetto di terra, ma i più hanno fatto appello al passato. Il Letimbro, hanno scritto sollecitando l’annullamento dell’ordinanza, dopo l’alluvione del 1992 ha cambiato forma, è diventato più pericoloso, l’abbiamo segnalato al Comune e anche ai giornali, ma non è stato fatto niente. La colpa dei danni è del torrente, il torrente non è privato e d’altra parte la legge proibisce ai privati di fare qualsiasi cosa nei corsi d’acqua.

Controreplica, per ora definitiva, del Comune: i muri costituiscono l’argine del torrente e quindi, a norma di legge, sono i proprietari “frontisti” che devono intervenire, in quanto si tratta di opere ad esclusiva difesa delle proprietà private. Eppoi non c’è stata alcun cambiamento morfologico dell’alveo: basta consultare le mappe catastali antecedenti al 1992 per chiarire che il Letimbro ha sempre lambito i fabbricati.

E non è neanche vero, hanno replicato un po’ piccati gli uffici di piazza Sisto IV, che il Comune non sia intervenuto dopo il 1992: ci sono stati ben quattro tagli della vegetazione, eseguiti “sempre con la massima scrupolosità, senza alterare o deviare il corso dell’acqua”. E, assieme alla risposta, quelli di San Bernardo in Valle si sono visti recapitare la seconda ordinanza. Ora la scelta è tra farsi aiutare da un tecnico per progettare gli interventi o da un avvocato per rivolgersi al Tar. Ovviamente è anche possibile fare entrambe le cose.

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