Barriera antirumore tra il nuovo parco ferroviario e le case di Porto Vado

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Interporto di Vado (Vio Spa) intende realizzare un parco ferroviario, attrezzato con un fascio di binari, dotato della viabilità di servizio, di spazi per lo stoccaggio dei contenitori in fase di carico-scarico treni e di zona per la logistica e la manovra dei mezzi operativi. L’iniziativa passa attraverso un’operazione di “rewamping” delle infrastrutture ferroviarie già esistenti, su un fronte di circa 500 metri di lunghezza e 40 di larghezza, su aree comprese tra la viabilità portuale (zona degli attuali varchi doganali) e l’abitato di Porto Vado. Una soluzione logistica che rende necessaria la realizzazione di una efficace barriera fonoassorbente, il cui appalto è già stato aggiudicato per quasi 2 milioni di euro alle imprese Giuggia di Mondovì e Sitav di Torino. La documentazione tecnica è ora all’esame del Settore Ambiente della Regione Liguria per l’approvazione.

La barriera fonoassorbente sarà realizzata sul limite del parco ferroviario (lato mare), sulla direttrice dell’esistente muro di sostegno della scarpata che dovrà essere demolita. Le nuove opere prevedono la realizzazione di un muro di cemento armato con una altezza di 6 metri.  La barriera vera e propria sarà installata sulla sommità del muro e avrà un’altezza variabile, compresa tra 4 e 7 metri. Lungo il muro è anche prevista la realizzazione delle fondazioni delle 12 torri faro del parco ferroviario.

L’area interessata dall’intervento è già attualmente occupata da infrastrutture ferroviarie di interscambio fra il porto e la stazione ferroviaria di Vado Ligure. Le opere in progetto prevedono la ricollocazione e la parziale sostituzione delle attuali rotaie nonché la realizzazione di nuovi tratti di armamento, compreso il raddoppio del binario fra il parco e la zona del Molo 8.44, in modo da ottenere il fascio di binari necessario per il carico e lo scarico dei convogli ferroviari.

Nei lavori è prevista la messa in sicurezza del rio Cappella con lo smantellamento dell’attuale tubazione in cemento e la sua sostituzione con una condotta scatolare interrata in cemento armato. Sarà anche necessario, prima di avviare i lavori, procedere alla rimozione di circa 3 mila metri cubi di materiale di scarto e detriti, per un totale di circa 4.800 tonnellate. Per velocizzare e rendere meno impattanti i lavori di demolizione e recupero sarà utilizzato un gruppo semovente di frantumazione, una macchina speciale che trasferisce il materiale dall’escavatore ad una tramoggia, e di qui verso delle ganasce di frantumazione, per poi essere avviato al nastro trasportatore. Lungo il percorso verso il deposito, i detriti frantumati passano sotto un magnete, che seleziona  e scarta il materiale ferroso.

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