Chiusa la discarica di Bossarino, ultimatum per il Boscaccio: emergenza rifiuti

Boscaccio 1

Mano pesante della Regione e della Provincia di Savona contro Waste Italia, la società milanese che controlla i due impianti di smaltimento rifiuti in attività a Vado Ligure: la discarica per rifiuti speciali di Bossarino e quella per rifiuti urbani di Ecosavona (il “Boscaccio”, sopra frazione San Genesio). Dalla giornata di oggi, nel sito di Bossarino, non potrà essere accettato, recuperato o smaltito alcun tipo di rifiuto; unica operazione consentita sarà il recupero del biogas prodotto nei processi biochimici di decomposizione. L’Amministrazione provinciale ha sospeso l’autorizzazione integrata ambientale rilasciata nel 2014 notificando al gestore che il provvedimento potrà essere ritirato solo quando la Regione Liguria comunicherà che Waste Italia si è messa in regola con i versamenti dell’ecotassa. Si tratta di un tributo speciale – compreso nella tariffa pagata da chi conferisce i rifiuti in discarica – che l’impresa di smaltimento è tenuta a versare ogni trimestre nelle casse della Regione. La tolleranza nei confronti dei ritardatari è limitata a 30 giorni, ma Waste Italia è riuscita ad accumulare vistosi ritardi, tanto che al momento la Regione Liguria vanta un credito scaduto per oltre 900 mila euro, “soldi indebitamente trattenuti”, ha fatto rilevare la Provincia, che risalgono al 2015 e al 3° trimestre del 2016.

Già lo scorso anno Palazzo Nervi (competente in quanto ente a cui competono le autorizzazioni in materia ambientale) aveva inviato una diffida alla discarica di Bossarino in seguito alle richieste della Regione, ma era sembrato che tutto si sarebbe sistemato entro la fine del 2016. Invece nuove disposizioni più restrittive riguardanti i pagamenti ed i versamenti “a singhiozzo” da parte di Waste Italia hanno portato alla drastica decisione di oggi. L’impianto di Bossarino, che ha tra i clienti numerose aziende liguri e non solo, dovrà continuare ad essere presidiato e provvedere all’immediata copertura con uno strato di terra della parte di discarica in coltivazione.

Non è tuttavia questo il solo guaio savonese per il gruppo Waste Italia, quotato in Borsa e tra i maggiori operatori ambientali nazionali. La Provincia, con un secondo provvedimento, ha infatti comunicato alla società di aver avviato l’iter di sospensione dell’autorizzazione all’esercizio della discarica del Boscaccio, sempre su richiesta della Regione Liguria che vanta un credito di 560 mila euro relativo all’ecotassa non versata relativa al terzo trimestre 2016. L’importo è inferiore al precedente, ma le conseguenze rischiano di essere ben più gravi, in quanto al Boscaccio sono smaltiti i rifiuti di gran parte del territorio provinciale e anche del Comune di Genova, che ne conferisce fino a 250 tonnellate al giorno.

Per questo motivo Palazzo Nervi ha informato la Prefettura di Savona segnalando che se l’inadempienza da parte del gestore dovesse protrarsi oltre “termini temporali strettissimi”, potrebbero determinarsi situazioni di emergenza per la gestione dei rifiuti.

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