Il Comune di Vado in Tribunale per sfrattare gli inquilini delle “Peterlin”

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Il Comune di Vado Ligure ci sta provando, ma non riesce a sfrattare il nucleo famigliare che occupa l’ex alloggio del custode presso le scuole medie Peterlin di via XXV Aprile. L’inquilino resiste ed anzi si è rivolto ad un avvocato per far valere le proprie ragioni. Inizialmente, ma si parla degli anni tra il 1972 e il 1974, aveva avuto diritto all’alloggio “scolastico” in quanto il capofamiglia svolgeva attività di bidello – custode; poi, dal 1974, era stato inquadrato nell’organico delle “Peterlin” con sole mansioni di collaboratore scolastico, senza mansioni di custodia.

A quel punto, secondo la ricostruzione degli uffici comunali, la giunta municipale e la direzione della scuola, a fronte delle condizioni sociosanitarie del nucleo famigliare, si erano resi disponibili a prolungare la permanenza nell’alloggio. Con ordinanza sindacale dell’agosto 2013, il Comune di Vado Ligure regolarizzava la situazione concedendo alla famiglia in comodato gratuito per 18 mesi l’alloggio di pertinenza delle scuole medie in via eccezionale, tenuto conto “dell’alto livello di emergenza abitativa e per le particolari condizioni sanitarie di alcuni componenti del nucleo in parola”.

L’ordinanza evidenziava la temporaneità dell’assegnazione e specificava che il provvedimento non avrebbe potuto costituire titolo per eventuali assegnazioni future né di preferenza in graduatoria. Nel maggio scorso, il Comune comunicava agli inquilini che la concessione non sarebbe stata rinnovata e li invitava a traslocare entro il successivo 22 agosto, in conseguenza delle nuove norme in materia di sicurezza che escludono ogni situazione di promiscuità all’interno degli edifici scolastici.

La data ultima è però trascorsa invano ed anzi gli occupanti dell’alloggio si sono rivolti ad un legale. Il Comune a questo punto si è trovato nelle condizioni di dover procedere allo sfratto per risoluzione del contratto di concessione in comodato e di tutelarsi costituendosi in giudizio davanti al Tribunale di Savona, con il patrocinio dell’avvocato Monica Arnaldo di Savona.

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