Orientagiovani: Industria 4.0? Bisogna sviluppare le competenze degli uomini

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“Il nostro incontro, che pur ricorrente negli anni non ha nulla di rituale ma aggiunge sempre qualcosa di innovativo, quest’anno ha un valore in più, perché arriva alle soglie di quella che viene definita la quarta rivoluzione industriale, o industria 4.0”. Così Mattia Noberasco, presidente del Gruppo Giovani dell’Unione Industriali di Savona, ha aperto questa mattina nella sala convegni del Palazzo della Sibilla, sul Priamàr, l’edizione savonese della XXIII Giornata Nazionale Orientagiovani. In realtà si è trattato di un recupero, perché l’annuale appuntamento tra il mondo delle imprese industriali e gli istituti medi di secondo grado della provincia avrebbe dovuto svolgersi già a fine novembre, proprio nel giorno della massima allerta rossa meteorologica.

Tema dell’incontro: “Orientati al futuro per generare valore e occupazione: uomini, prodotti, tecnologie”: Con saluti iniziali del sindaco di Savona Ilaria Caprioglio e del dirigente dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Savona Aureliano Deraggi. E’ stata l’occasione, per i responsabili del personale di alcune delle più rappresentative aziende industriali savonesi di illustrare il business di impresa e l’offerta occupazionale ai circa 300 studenti presenti in sala assieme ai lodo professori.

Al microfono si son o succedute Elisabetta Tiziano (APM Terminals Vado Ligure), Roberto Lagazio (Bombardier Transportation Italy), Federica Modugno (Infineum Italia), Gabriele Mantoan (Noberasco), Luca Costelli (Bitron), Agnese Sommariva (Schneider Electric) e Francesca Pagano (Verallia Italia). Con il coordinamento e le conclusioni di Mattia Noberasco, che ha potuto così spiegare la filosofia di Industria 4.0: “Le rapide trasformazioni tecnologiche che abbiamo tutti i giorni sotto gli occhi – ha detto – avranno un significativo impatto sulla progettazione, la produzione e la distribuzione di sistemi e di prodotti. Ma la vera partita che il modello italiano sarà chiamato ad affrontare dentro questa quarta rivoluzione industriale sarà vinta se si potrà contare su un capitale umano all’altezza della sfida. Infatti se questi nuovi modelli produttivi, sui quali i principali Paesi stanno investendo, si affermeranno, sarà solo grazie alla capacità del sistema di accompagnare gli investimenti in macchinari e sistemi informativi ad uno sviluppo adeguato alle competenze degli uomini che saranno chiamati a controllarli”.

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