Da Miazza a Signorini: il nuovo porto punta a sfidare il Nord Europa

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Con il passaggio delle consegne tra l’ultimo presidente dell’Autorità Portuale di Savona – Vado Ligure, Gianluigi Miazza, e il primo presidente dell’Autorità di Sistema Portuale Mar Ligure Occidentale, Paolo Emilio Signorini, è stata formalizzata la fusione amministrativa e gestionale tra i porti savonesi e quello di Genova.

“La realtà di Savona è molto chiara e ordinata e molto ben gestita – le prime parole del neo presidente – . Nella fusione sarà importante mantenere questa chiarezza e questo assetto di governance abbastanza moderno”.  Una fusione che, ha garantito, vedrà entrambi i porti valorizzati al meglio e non una “sottomissione” di Savona a Genova: “La riforma ha tratteggiato le caratteristiche generali, poi come al solito i dettagli sono la cosa più faticosa –  ha spiegato Signorini – l’integrazione tra due enti pone delle difficoltà, soprattutto per i vincoli all’operatività che hanno gli enti pubblici. In ogni caso sarebbe impossibile pensare ad un trasferimento dei lavoratori savonesi a Genova, sarebbe contro ogni logica aziendale. Questo è uno scalo che deve andare avanti”.

Poco prima, il presidente uscente Miazza aveva elencato i “record” conquistati dal porto di Savona nel corso d gli ultimi anni, i lavori portati a compimento e i cantieri aperti per un totale di oltre 800 milioni di euro di investimenti sia privati che pubblici. “Sono contento e orgoglioso di aver potuto portare avanti le cose in questo modo, con l’aiuto di tutti: passo un bel testimone – ha detto Miazza -. Oggi posso anche comunicare che nel primo trimestre del 2017 inizieranno le selezioni per le assunzioni del personale operativo della piattaforma di Vado Ligure. Questo credo sia un risultato importantissimo, perché per ottenerlo abbiamo lottato tutti: e sapere che questo avverrà nel prossimo trimestre, almeno per le prime 30-40 persone, è un elemento che mi conforta moltissimo e mi dà la speranza di veder completato tutto nei tempi previsti”.

Signorini ha ribadito che il progetto infrastrutturale in corso di realizzazione a Vado Ligure è indispensabile per completare l’offerta che gli scali di Genova e Savona potranno mettere sul mercato internazionale mei prossimi anni. “La piattaforma è un’operazione strategica – afferma –. Se si guardano i documenti che girano attualmente in Europa sullo scenario competitivo degli scali nordeuropei e mediterranei ci si rende conto che uno scalo come quello di Savona-Vado e un’operazione come quella di Maersk sono assolutamente necessari in Italia per poter competere con i porti del Mediterraneo. E a chi dice che i traffici sono in calo rispondo che Rotterdam ha previsto un raddoppio e non una diminuzione dei volumi”.

 

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