Ferrovia del Ponente: restano 32 km con vista a mare (e binario unico)

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Vent’anni fa, con decreto interministeriale del 29 luglio 1996, veniva riconosciuta la compatibilità ambientale del progetto preliminare relativo al raddoppio ferroviario tra Finale Ligure e Andora. Vent’anni dopo, domenica prossima, 11 dicembre, sarà aperto al transito dei treni il nuovo tratto tra Andora e San Lorenzo al Mare. E così, tra pochi giorni, la ferrovia Genova – Ventimiglia sarà percorribile a doppio binario tra Genova e Finale Ligure, e tra Andora e Ventimiglia ai quali, in realtà, dovrebbero essere aggiunti i pochi chilometri tra Loano e Albenga – nella foto – comunque da dismettere).

A questo punto, per fare della linea ferroviaria un punto di forza del sistema infrastrutturale del Nord Ovest italiano, mancheranno 31 chilometri e 910 metri di percorso, tutti in provincia di Savona, tutti spostati a monte rispetto al tracciato attuale, quasi tutti in galleria (25 chilometri) e su viadotto (1,9 chilometri). Oltre ai chilometri, mancheranno anche i soldi: 1.540 milioni di euro.

Lo stato dell’arte di quest’opera ha raggiunto insuperabili livelli di incomunicabilità tecnica e amministrativa, arrivando ai limiti del grottesco per quanto riguarda i finanziamenti. Quelli realmente disponibili sono (pare) 41 milioni di euro devoluti a Rete Ferroviaria dal Ministero dell’Economia per la progettazione. In realtà pare che i milioni fossero 43, di cui 9 già disponibili nel 2009, poi nel 2012 avevano subito un “definanziamento” di 2 milioni. Conta poco, a fini pratici, in quanto l’intera cifra rappresenterebbe pur sempre meno del 3% del fabbisogno.

La svolta era sembrata arrivare con la legge di stabilità 2015 che prevedeva un finanziamento di 15 milioni ogni anno per 15 anni, a partire dal 2016, per un totale di 225 milioni: pochi per fare tutto, ma abbastanza per iniziare a lavorare sul serio. Solo che il finanziamento è stato bloccato sul nascere, perché – si è scoperto – l’opera non può essere fatta per lotti funzionali (sarà cioè utilizzabile solo quando verrà interamente completata) e quindi deve essere finanziata per intero, sennò non se ne parla.

Ma si troveranno mai questi 1.540 milioni, peraltro solo stimati? Il dubbio non turba il sonno a nessuno, anche perché non sono pochi quelli che pensano che un binario solo, in fondo, possa anche bastare, soprattutto se consente di utilizzare comode stazioni ferroviarie in centro città.   Pazienza se con una certa pomposità una delibera Cipe del 2001 aveva inserito la linea Genova – Ventimiglia nell’ambito del Corridoio Plurimodale Tirrenico Nord Europa.

Nel frattempo, vale a dire con il passare degli anni, i carteggi tra Ministeri, Ferrovie, Regione e tra Comuni e Regione sono proseguiti, tra qualche accelerazione e lunghe soste. In sostanza la Regione Liguria, alle sollecitazioni da Roma che chiedevano di elencare priorità e di eliminare il superfluo dalle iniziative infrastrutturali richieste, ha sempre sottolineato il significato strategico della tratta savonese, definendola “indifferibile”. Scomparsi i soldi, al momento è almeno apparso il progetto definitivo dell’opera, studiato da Italferr con i soldi del MEF, consegnato a Rete Ferroviaria e inoltrato al Ministero dei Trasporti perché sia inoltrato al Cipe.

 

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