Deutsche Bank gela Albenga: nessuna transazione sul contratto dei derivati

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Deutsche Bank non è interessata a soluzioni transattive nella disputa in corso presso l’Alta Corte di Giustizia di Londra sul mutuo in derivati contratto per ristrutturare il debito del Comune di Albenga.sono in gioco milioni di euro Non è la sola cattiva notizia arrivata al tavolo della giunta municipale ingauna, perché il diniego dei banchieri tedeschi ha comportato la necessità di difendersi in giudizio presso l’High Court londinese. Vale a dire che è stato necessario farsi patrocinare da uno studio legale inglese. La scelta è caduta, dopo aver esaminato una serie di preventivi, sullo studio B&M Law e la stima del compenso che dovrà essere riconosciuto agli avvocati di Londra si aggira intorno ai 40 mila euro.

E’ vero che la causa in gioco vale milioni di euro e perderla significherebbe prosciugare le finanze municipali, ma resta il fatto che gli effetti più pesanti, al momento, consistono nelle spese legali. Nel giugno scorso l’amministrazione ingauna aveva infatti già dato un incarico di assistenza legale, per un importo di 30 mila euro, all’avvocato professor Alessandro Benussi di Brescia, quotato esperto in diritto finanziario, allo scopo di studiare il caso, proporre argomentazioni a sostegno degli interessi del Comune e verificare la possibilità – che non si è concretizzata – di giungere all’accordo transattivo con la banca tedesca, in modo da evitare le spese di lite.

Nel successivo mese di agosto la querelle si è appesantita, perché Deutsche Bank si era appellata all’Alta Corte di Giustizia di Londra presentando un “claim” (ricorso) per chiedere il riconoscimento della piena validità del contratto sottoscritto dal Comune di Albenga, con le relative (e pesanti) rate di ammortamento previste. Albenga si è trovata nella necessità di costituirsi a sua volta in giudizio, nell’arco di pochi giorni dalla notifica del “claim” ed ha esteso il mandato affidato al prof. Benussi. Totale della spesa legale: 46.700 euro.

Ora, tramontata la speranza di trovare un accordo extragiudiziale, c’è solo una via d’uscita: vincere davanti al giudice inglese. Ma per farlo bisogna correre, perché l’Alta Corte di Londra ha fissato per il prossimo lunedì, 12 dicembre, il termine per la presentazione delle memorie. Tra le carte, ci sarà anche la richiesta di trasferire la causa davanti ad un giudice italiano. Chissà se ad Albenga avevano tifato per una Brexit più sollecita.

 

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