I sindacati: contro la crisi accelerare al massimo la piattaforma Maersk

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I sindacati confederali savonesi hanno individuato cinque macro-aree su cui intervenire con l’obiettivo di affrontare la crisi economica che sta penalizzando una parte importante della provincia. Questa mattina, presso la Scuola Edile, i membri dei direttivi provinciali di Cgil Cisl Uil hanno approvato il documento sul rilancio economico ed occupazionale del Savonese. Documento predisposto sulla scia della Dichiarazione di area di crisi complessa decretata dal ministro Calenda per 21 comuni della provincia di Savona. La sfida è quella di avviare la predisposizione di progetti di riconversione e riqualificazione industriale con l’obiettivo di favorire la ripresa delle attività, la salvaguardia dei livelli occupazionali, il sostegno dei programmi di sviluppo, l’attrazione di nuovi investimenti, la riqualificazione e il recupero ambientale.

Cgil Cisl Uil di Savona hanno proposto alle Istituzioni Locali (Comuni e Provincia), alla Camera di Commercio, all’Autorità Portuale, alle associazioni datoriali, alla Regione Liguria, al ministero del Lavoro, al ministero dello Sviluppo Economico e al Governo un “manifesto” a sostegno di un nuovo modo di affrontare la crisi economica partendo da obiettivi ed ambiti di intervento condivisi.

A questo scopo il documento individua le cinque macro aree: la portualità e l’indotto, l’industria, il turismo e il terziario, le infrastrutture e il recupero delle aree, l’edilizia. Sulla portualità occorre – sostengono i sindacati –  accelerare al massimo la realizzazione della piattaforma multipurpose Maersk di Vado Ligure, definire nuove logiche di Governance del sistema, individuare e programmare nuove attività di servizio al trasporto marittimo (logistica e lavorazione delle merci in loco). Per l’industria occorre partire dalla salvaguardia e dalla valorizzazione dell’esistente con la promozione delle eccellenze (vetro, meccanica, energia, chimica, trasporti), senza dimenticare il progetto “EN-TRA” che si concentra sulle potenzialità di due filiere produttive importanti per il savonese – Energia e Trasporti – le cui attività coinvolgono la Val Bormida, il Vadese e l’Albenganese.

“Occorre poi creare nel turismo e terziario – sottolineano Cgil Cisl e Uil – un sistema di sviluppo economico multi-vocazionale, a partire dalla valorizzazione del territorio, dell’agroalimentare, dell’artigianato”. Il superamento della crisi e lo sviluppo del territorio non possono prescindere dalla realizzazione di opere infrastrutturali importanti quali l’implementazione dei collegamenti ferroviari per lo spostamento di merci e persone (linea ferroviaria Savona-Torino, raddoppio ferroviario del Ponente Ligure), il completamento dell’Aurelia bis, il miglioramento delle vie di collegamento tra distretti produttivi e vie di comunicazione.

Il processo di “reindustrializzazione” necessita, inoltre, del pieno recupero e della disponibilità di aree bonificate e ben infrastrutturate (vedi aree ex Acna, ex OCV, ex Ferrania ecc. ecc.) in grado di essere appetibili per nuovi investimenti.  Il settore delle costruzioni è quello che in questi anni ha risentito della crisi più di altri e deve trovare occasione di rilancio proprio nella fase di adeguamento del sistema infrastrutturale, di recupero delle aree attualmente dismesse e di riqualificazione dei centri storici favorendo il recupero degli edifici esistenti: “costruire sul costruito”, è lo slogan di Cgil Cisl Uil, per valorizzare porzioni di territorio attualmente degradato e l’implementazione dell’efficientamento energetico delle strutture.

 

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