Derivati: ricorso di Deutsche Bank contro il Comune di Savona

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Come già nelle scorse settimane aveva dovuto fare il Comune di Albenga, anche il Comune di Savona dovrà costituirsi in giudizio presso l’Alta Corte di Giustizia di Londra contro Deutsche Bank. L’istituto di credito tedesco si è infatti rivolto ai magistrati londinesi presentando ricorso (claim) per vedersi riconosciuta la validità e l’efficacia di un contratto in prodotti derivati (swap) da 45 milioni di euro stipulato nel 2007. Si trattava di un mutuo pluriennale (durata fino al 2036) sottoscritto perché collegato alla necessità di allungare il debito del Comune dal breve – medio termine al lungo termine, ovvero per operare una ristrutturazione del debito che nel caso delle amministrazioni pubbliche viene censurata dagli organi di controllo in quanto penalizza ingiustamente le generazioni future.

“Deutsche Bank – ha spiegato l’assessore al Bilancio dio Palazzo Sisto IV, Silvano Montaldo – chiede all’Alta Corte britannica di attestare la legittimità e la trasparenza del contratto in corso; una valutazione preventiva, seppur anomala. Di qui la necessità, anche in considerazione delle sollecitazioni della Corte dei Conti, di affidare un incarico legale per la tutela del Comune di Savona e per le necessarie verifiche tese a definire il rapporto contrattuale in atto”. La valutazione preventiva, segnalata dall’assessore come anomala, è evidentemente da attribuire al fatto che fin qui Palazzo Sisto, per avendo ben presente e allo studio il problema, non aveva ancora presentato richieste specifiche.

Nella più che probabile causa giudiziaria il Comune di Savona sarà assistito dall’avvocato Germana Lo Iacono Smith, partner dello studio legale Seddons di Londra, particolarmente esperta di contenziosi in materia di contratti derivati. E’ ora quasi scontato che tra le prime mosse del Comune dovrà esserci la decisione di resistere in giudizio, anche per valutare la possibilità di giungere ad una soluzione transattiva della vicenda trovando un accordo con la banca che ponga fine ad un’emorragia di risorse per pagare gli interessi sul contratto swap.

Il problema dei derivati – utilizzati da molti enti locali italiani – è infatti che mentre i flussi finanziari nei primi anni di vigenza del contratto sono favorevoli al Comune che lo ha sottoscritto perché regolati da un tasso fisso, negli anni successivi diventano sempre meno favorevoli. Così se inizialmente la ristrutturazione del debito ha concesso un po’ di respiro al Comune, da qualche anno il trend è diventato negativo per le casse di Palazzo Sisto e continuerà a peggiorare in futuro con esborsi sempre più rilevanti, in modo indipendente dall’andamento dei tassi.

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