Credito artigiano in calo (-4,8%) nel 2016 a Savona

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Ancora troppo chiusi i rubinetti del credito per l’artigianato ligure. Secondo dati Artigiancassa e Banca d’Italia, elaborati da Confartigianato, nel primo trimestre 2016 i fondi erogati al settore in Liguria sono stati pari a 1 miliardo e 59 milioni di euro, in calo del 4,5% rispetto al 2015. Numeri che significano 50 milioni di euro in meno per gli artigiani liguri. In Italia il calo è stato ancora più pesante (-6,1%) pari a oltre 2,8 miliardi di euro in meno su un totale di quasi 44.

Si è ristretto anche lo stock di credito erogato al totale delle imprese liguri (quasi 19,6 miliardi di euro), anche se di un valore nettamente inferiore: -1,6% (-2,5% a livello nazionale). L’analisi per province mostra un netto calo dei prestiti all’artigianato nel Genovese (-5,2%, 496 milioni in meno), seguito da quello savonese (-4,8%, 283 milioni) e spezzino (-4,6%, 132 milioni). La provincia di Imperia, 149 milioni di euro di stock di prestito all’artigianato, è l’unica delle quattro liguri a registrare un allentamento della stretta creditizia tra gennaio e marzo 2016: dal -3,6% registrato a dicembre 2015 al -1,5% di marzo.

«Una situazione che stenta ancora a ripartire – commenta Giancarlo Grasso, presidente di Confartigianato Liguria – con segnali a macchia di leopardo sul territorio nazionale e ligure. Lo stock dei prestiti dell’artigianato diminuisce ancora in modo pesante, ma la Liguria è migliore rispetto al resto d’Italia ed è questo un timido segnale che le misure condivise con la Regione iniziano a produrre i primi effetti. Aspettiamo ora il bando sugli incentivi agli investimenti per cercare di dare una scossa al tessuto economico: per le piccole imprese artigiane il denaro è ancora scarso e, in alcune province, troppo caro».

In Italia il tasso medio applicato alle imprese è del 4,82%, diminuito di 91 punti base in un anno. Per la Liguria è del 4,95%, con una diminuzione di 53 punti base rispetto a marzo 2015. Ma il dato più eclatante è quello di Genova, che non solo registra uno dei 22 minori tassi attivi d’Italia, 4,15%, ma anche un fortissimo calo del costo del denaro, pari a ben 222 punti base nell’ultimo anno. Molto diverse le altre tre province: a Savona il tasso medio applicato è del 5,63% (-41 punti base rispetto a marzo 2015). Più caro il denaro alla Spezia (6,14%, -93 punti base) e soprattutto a Imperia (6,66%, -31 punti base nell’ultimo anno). «Ma Genova – conclude Grasso – potrebbe presentare dinamiche bancarie locali che vanno a incidere sul dato finale».

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