Derivati: Comune di Albenga e Deutsche Bank ai ferri corti

albenga comune San-Michele

Tra il Comune di Albenga e Deutsche Bank volano le carte bollate. Pomo della discordia il contratto swap stipulato nel 2007 dall’amministrazione ingauna con la filiale di Londra della banca tedesca. Un mutuo pluriennale (durata fino al 2030) in derivati per 49,5 milioni di euro collegato alla necessità di allungare il debito del Comuna dal breve – medio termine al lungo termine (la cosiddetta ristrutturazione del debito).

Il problema di questi contratti – utilizzati da molti enti locali italiani – è che mentre i flussi finanziari nei primi anni di vigenza del contratto sono favorevoli al Comune che lo ha sottoscritto perché regolati da un tasso fisso, negli anni successivi diventano meno favorevoli. Così è andata per Albenga, che fino al 2012 ha potuto contare su un flusso positivo, ma che nel 2013-2014 ha dovuto fare i conti con un’inversione di trend e che dal 2015 al 2030 dovrà mettere in conto perdite sempre più rilevanti, indipendentemente dall’andamento dei tassi.

Questa prospettiva ha allarmato l’Area Risorse Finanziarie del Comune che con una nota del 21 maggio scorso ha chiesto alla giunta comunale di verificare l’opportunità di adottare “eventuali misure a tutela del Comune”.  Nella nota viene ricordato che la situazione era già stata discussa a livello di giunta e consiglio comunale nel 2013. La decisione era stata quella di “ingaggiare” una società di consulenza finanziaria per capire come trovare una via d’uscita.

La società (Martingale Risk Italia) aveva concluso le verifiche con un giudizio critico, prefigurando per il Comune di Albenga “prevedibili rilevanti perdite” ma lasciando anche aperta la porta ad un’azione per ottenere un risarcimento. La stessa Martingale Risk, il 10 febbraio scorso, ha inviato una lettera di contestazione a Deutsche Bank e il Comune di Albenga, agli inizi di maggio, ha depositato una domanda di mediazione obbligatoria alla Camera di Commercio Riviere di Liguria per instaurare un confronto con la banca tedesca.

La replica di Deutsche Bank non si è fatta attendere, con un ricorso all’Alta Corte di Giustizia di Londra per ottenere una dichiarazione di legittimità delle operazioni sui derivati svolte. Qualora questa azione avesse successo, anche a causa di una mancata costituzione in giudizio del Comune di Albenga, la sentenza avrebbe validità anche in Italia precludendo ogni azione rivolta a recuperare le perdite.

Di qui la decisione della giunta comunale di predisporre una serie di iniziative di tutela, compresa quella giudiziaria che, a questo punto, sembra una strada inevitabile. Sul Comune pesa anche la pronuncia della sezione di controllo della Corte dei Conti della Liguria, che nel gennaio scorso, tra i molti rilievi al bilancio 2013 di Albenga, ha sottolineato in particolare il fatto che i flussi positivi del contratto swap, quelli dei primi anni di vigenza, quantificati in 2,5 milioni, sono stati destinati alla copertura di spese correnti, mentre avrebbero dovuto essere vincolati a fronteggiare le future perdite.

Oltre a chiedere di recuperare quei 2,5 milioni, la raccomandazione della Corte dei Conti agli amministratori era stata quella di “porre la massima attenzione nella gestione del contratto con Deutsche Bank ed anche nell’eventuale sottoscrizione di qualsiasi proposta transattiva”, suggerendo di farsi affiancare da un consulente “particolarmente preparato, vista la delicatezza della questione”.

 

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