Conteggio alla rovescia per la “nuova” Fondazione

fondazione tavolozzaSarà insediato martedì prossimo, 10 maggio, il nuovo consiglio di indirizzo della Fondazione Agostino De Mari Cassa di Risparmio di Savona. Con l’approvazione del nuovo statuto, il consiglio è composto da 10 membri, quattro in meno di quello in scadenza. Tre dei componenti sono indicati dalla Camera di Commercio di Savona, due ciascuno da Provincia e Comune di Savona, uno dalla Diocesi di Savona e Noli, mentre due sono membri cooptati dal consiglio di indirizzo uscente.

La Camera di Commercio di Savona ha indicato Lorenza Dellepiane (imprenditrice), Anna Maria Torterolo (direttrice provinciale di Confcommercio e consigliera di parità), e Carlo Scrivano (direttore dell’Unione Provinciale Albergatori).  La Provincia di Savona ha scelto l’avvocato Simona Perrone di Cairo Montenotte e l’ex sindaco di Vado Ligure, Attilio Caviglia.

Il Comune di Savona ha inserito nel consiglio l’ex assessore alla cultura Ferdinando Molteni e il professor Francesco Bonfanti, che hanno superato il ballottaggio con Fabio Orsi, Massimo Zunino e Nanni Ferro. Il Vescovo di Savona ha indicato la storica dell’arte Monica Vinardi Pacini, che in passato aveva curato l’inventario patrimoniale delle collezioni di ceramica, pittura e scultura della stessa Fondazione De Mari. Infine, come membri cooptati sono stati nominati il prorettore del Campus universitario Federico Delfino, attuale vicepresidente del cda della Fondazione, e la docente del Dipartimento Scienze della Formazione dell’Università di Genova Anna Cossetta. Il consiglio sarà quindi composto da cinque uomini e cinque donne, proporzione che in questo tipo di enti è raro trovare.

L’ing. Federico Delfino, che può contare quantomeno sull’appoggio di Provincia e Camera di Commercio, sarà con ogni probabilità eletto presidente della Fondazione, rilevando il testimone dall’avvocato Roberto Romani. In questa ipotesi Attilio Caviglia dovrebbe essere scelto come vicepresidente del consiglio di indirizzo, andando a rilevare un altro vadese, Almerino Lunardon.

Più complicata appare la ricomposizione del consiglio di amministrazione, composto dal presidente della Fondazione e da quattro consiglieri. Le trattative, su questi nomi, non sono semplici, con molti pretendenti e qualche criterio (di genere, di competenze, ecc.) da rispettare.

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