Camera di Savona: Pasquale chiude il mandato

Palazzo Lambda DoriaL’ultimo presidente della Camera di Commercio di Savona, Luciano Pasquale, nel corso dell’ultimo incontro pubblico con le associazioni di categoria e la stampa, ha tracciato il bilancio consuntivo di un quinquennio che, profondamente segnato dalla crisi economica e dallo sconquasso legislativo, ha tuttavia ottenuto risultati importanti nella gestione delle risorse che le imprese hanno affidato all’Ente camerale.

Importanti ma irripetibili. Martedì prossimo, 26 aprile, ci sarà la prima riunione della nuova Camera unica con Imperia e La Spezia: un accorpamento previsto nell’ambito di un’autoriforma che ha inteso prevenire gli effetti dei prossimi decreti del Governo che tuttora sono sospesi come la spada di Damocle sulla pubblica amministrazione. Senza l’unione a tre, nessuna delle camere liguri diverse da Genova avrebbe avuto i numeri per sopravvivere alla “legge Madia”, che fisserà parametri ed entrate.

Queste ultime, nel frattempo, hanno cominciato a scendere nel 2015, più ancora quest’anno e saranno ridotte della metà – rispetto al 2014, ultimo anno “normale” – nel 2017. Questo significa che i 20 milioni di euro incassati tra il 2011 e il 2015 in conto diritto annuale netto, ovvero il contributo versato dalle imprese della provincia alla Camera di Commercio, sono verosimilmente destinati a diventare 10 nel prossimo quinquennio. Sarà quindi impossibile, per la nuova Camera Riviere di Liguria, ridistribuire al tessuto imprenditoriale savonese i 17,5 milioni che la Camera di Savona – nonostante tutto – ha potuto destinare al sostegno e allo sviluppo delle attività economiche in questi cinque anni.

Anni, quindi, in qualche modo irripetibili, pur se resta la speranza che la nuova organizzazione consenta di mettere in circolo energie e idee capaci di rilanciare il ruolo dell’Ente, che potrebbe anche contare sulla ripresa dell’economia nazionale e ligure. Idee e programma che dovrebbero cominciare a delinearsi a partire da martedì prossimo, quando a Palazzo Lamba Doria – sede savonese della Camera Riviere di Liguria – si riuniranno i 33 consiglieri nominati dal governatore della Liguria Giovanni Toti su indicazione delle associazioni di categoria, organizzazioni sindacali e ordini professionali con all’ordine del giorno l’elezione del nuovo presidente camerale.

I consiglieri designati dalle associazioni di Imperia sono 11, gli spezzini 9, i savonesi 13. Ma non sarà certo la residenza ad aggregare il consenso intorno ad una candidatura. Le intese sono trasversali, all’interno delle categorie e dividono anche qualche associazione. Il dato vero, apparso evidente sin dall’avvio delle procedure di rinnovo, è che proprio per evitare un passo falso iniziale sarebbe auspicabile una larga convergenza su un unico candidato. Già semplicemente il dividersi alla prima campanella darebbe un pessimo segnale non solo alla nuova camera ligure, ma all’intero sistema camerale che cerca faticosamente di darsi una prospettiva.

E la più logica delle candidature appare quella dell’attuale presidente savonese, Luciano Pasquale, unico rappresentante in consiglio del settore credito. Su di lui sarebbe pronta a formarsi una consistente maggioranza, forse anche in grado di superare di slancio il quorum delle prime votazioni. La giunta sarà probabilmente a nove componenti, con due vicepresidenti e tre rappresentanti per ogni vecchia camera.  Segretario generale sarà Stefano Senese, attuale segretario della Camera di Commercio di La Spezia e commissario ad acta per la costituzione della Camera di Commercio Riviere di Liguria.

 

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