“Operazione trasparenza” dell’Authority sulla piattaforma

Vado Ligure ph-merlo 150808-3414“E’ un progetto con molti più e un solo meno, quello dei costi”. Gian Luigi Miazza, presidente dell’Autorità Portuale di Savona Vado Ligure,  professione ingegnere, risolve con una sintesi matematica la questione della “variante” alla piattaforma multipurpose di APM Terminals Vado. I pilastri del nuovo progetto – ha spiegato mercoledì sera prima ai capigruppo consiliari del Comune di Vado Ligure poi ai rappresentanti delle categorie economiche cittadine – sono sostanzialmente due: la soluzione a “tutto terrapieno” del terminal e lo spostamento verso il largo della diga foranea, ricostruendo il tratto terminale.

Modifiche certo non di poco conto, se si considera che in precedenza era stata indicata per la piattaforma una soluzione in parte in terrapieno e in parte su soletta sostenuta da palificazioni ancorate sul fondo, in modo da permettere il deflusso delle acque sotto il terminal. Ma modifiche, hanno assicurato Miazza e con lui i progettisti di Technital, che non hanno impatto sulla qualità delle acque. Anche perché studi e simulazioni hanno accertato che nella rada di Vado il mare spinge verso terra e non ci sono correnti parallele alla costa. Ovvero l’acqua sotto una piattaforma a palafitte rischia la stagnazione e i circa 900 pali necessari per sostenere il terminal diventerebbero ricettacoli di ogni genere di rifiuti.

“Inoltre – ha spiegato il presidente dell’Authority – la soluzione a tutto terrapieno consente sia di realizzare un’opera con migliori prestazioni in termini di durata e di manutenzione, superando le perplessità espresse dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, sia di ottenere un significativo risparmio economico. Quest’ultimo aspetto ha la sua importanza, perché ci permette di destinare il risparmio alla realizzazione della prima fase dei lavori per la diga foranea. “Lo studio eseguito dal centro studi Cetena di Fincantieri – ha aggiunto Miazza – ha mostrato come la diga attuale possa presentare criticità, in concomitanza di condizioni meteomarine particolarmente avverse, per l’esecuzione delle manovre di ingresso nel bacino portuale delle grandi navi portacontenitori.  La realizzazione della diga, come anche raccomandato dal Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici è un impegno che l’Autorità Portuale ritiene indispensabile, realizzando da subito un primo stralcio d’intervento, per la piena operatività della piattaforma e di tutto il bacino portuale”.

Se a questo si aggiunge che la soluzione “a palafitte” avrebbe portato il progetto piattaforma su “terre inesplorate” (non esiste nel mondo un’analoga struttura operativa), la variante ha un po’ il gusto di un ritorno con i piedi per terra, anche in senso letterale. I materiali per il riempimento (rocce di scavo) saranno prelevati dai cantieri di opere pubbliche in corso di realizzazione (Aurelia bis di Savona, Terzo Valico, Fereggiano, Bisagno, nodo ferroviario genovese), previa selezione.

“Il nostro obiettivo – ha concluso il presidente dell’Authority  – è di rendere trasparente la variante, illustrare a tutti gli interessati, in particolare agli enti locali, attraverso una serie di incontri, i contenuti del progetto, i motivi che l’hanno ispirata, in modo da garantire una informazione corretta, puntuale e scevra da ogni tipo di strumentalizzazione.  Molte persone aspettano di trovare un posto di lavoro in questa nuova realtà che sta nascendo, e con tutte le operazioni che stiamo portando a termine potremo cogliere questo obiettivo nei prossimi anni. Anche questo è un elemento fondamentale su cui basare ogni tipo di ragionamento intorno a questa variante”.

 

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