Vespa velutina: il flagello delle api spiegato a Savona

VESPA_VELUTINA

La Sala consiliare del Comune di Savona ospiterà sabato 2 aprile un convegno sulla vespa velutina, detta anche calabrone asiatico, insetto particolarmente dannoso e pericoloso non solo per l’apicoltura e l’agricoltura in genere, ma anche per l’uomo. L’incontro, che ha per sottotitolo “Imparare a conoscere l’insetto e i suoi nidi”, è organizzato dall’associazione Alpamiele e dal Comune di Savona. I lavori, che inizieranno alle 9, prevedono relazioni dell’apicoltrice Sonia Allavena e dal professor Marco Porporato, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie Forestali e Alimentari dell’Università di Torino.  Era stato proprio il prof. Porporato a certificare il primo ritrovamento in Italia di un nido di vespa velutina Lepeletier, a Vallecrosia (Imperia) il 12 luglio 2013. Una scoperta che aveva seguito la prima segnalazione di un maschio a Loano nel novembre 2012.

La vespa velutina era stata introdotta accidentalmente in Francia nel 2004 dal porto di Bordeaux, si pensa da un nido occultato in un container di vasellame cinese. Negli anni la specie esotica ha invaso buona parte del territorio francese estendendo il suo areale su 35 dipartimenti. Vespa velutina può infliggere forti danni alle colonie di api mellifere, specialmente nel periodo tardo-estivo/autunnale, quando le colonie della vespa  raggiungono il culmine dello sviluppo e, ridottesi le altre fonti alimentari, gli alveari ne divengono la principale fonte di alimentazione.

Vespa velutina è leggermente più piccola del calabrone vespa crabro (fino a 30 mm le regine e fino a 25 mm le operaie) ed è riconoscibile per il colore molto scuro: il torace è completamente nero vellutato, così come i primi tre segmenti addominali che presentano solo una fine banda gialla.

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