Variante Maersk: la piattaforma non poggerà su palafitte

presentazione090608.pdfE’ stato avviato ieri mattina, giovedì 24 marzo, in sede di conferenza dei servizi referente, presso il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche di Genova, l’esame delle modifiche strutturali proposte da APM Terminals in variante alla piattaforma multipurpose in corso di realizzazione nel bacino portuale di Vado Ligure.

Il progetto originario prevedeva la costruzione “a palafitta” dell’infrastruttura portuale immergendo nello specchio d’acqua oltre un centinaio di cassoni in calcestruzzo su cui basare la piattaforma, mentre soltanto il radicamento a terra sarebbe stato realizzato su terrapieno, con l’utilizzo di  materiale selezionato e poi sversato in mare. Motivazioni tecniche, sopraggiunte in corso d’opera, unitamente a studi e valutazioni conseguenti su una maggiore stabilità e durata dell’opera, hanno portato alla richiesta di variante, oggetto anche di valutazione del Consiglio Superiore delle Opere Pubbliche di Roma. Tra le riserve avanzate anche il rischio di problemi ambientali che avrebbero potuto essere causati da acque stagnanti, ristrette tra la soletta della piattaforma e i cassoni.

Giovedì mattina, le modifiche che prevedono l’utilizzo dei cassoni in calcestruzzo lungo il perimetro della banchina e all’interno un riempimento con materiale di risulta del tutto identico a quello già utilizzato in radice, sono state illustrate in sede di Conferenza dei Servizi ai soggetti interessati alla realizzazione dell’opera.  Il passo successivo, così come previsto dalla normativa, sarà l’esame VIA della variante proposta dai progettisti di APM Terminals presso gli uffici regionali competenti. Solo dopo l’esito della valutazione di impatto ambientale, il progetto nella nuova versione tornerà in Conferenza dei servizi che dovrà essere convocata in sede deliberante per il nulla osta definitivo.

L’esito positivo della valutazione alla variante proposta genererà delle economie rispetto alle previsioni di costo iniziali, che verranno destinate alla realizzazione della prima parte dei lavori di prolungamento della diga foranea, che per mancanza di risorse avrebbe altrimenti reso necessario un ulteriore finanziamento a carico pubblico.

“Sul tavolo della conferenza dei servizi di giovedì – ha tenuto a spiegare il presidente dell’AP di Savona Gian Luigi Miazza- c’erano solo le modifiche di carattere strutturale alla banchina e non questioni legate agli accosti petroliferi previsti sulla nuova infrastruttura. Su questo vale quanto sottoscritto nell’Accordo di programma del 2008 dagli enti locali che prevede un accosto dedicato alle rinfuse liquide”.

 

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