A Savona i protesti scendono di 1,5 milioni di euro

euri euriProtesti in fortissimo calo nel 2015, in Italia e, in misura ancora più accentuata, in provincia di Savona. A livello nazionale, tra gennaio e dicembre dello scorso anno gli italiani hanno visto 1,3 miliardi di euro in assegni e cambiali rinviate al mittente. I mancati pagamenti sono stati inferiori di quasi il 25% rispetto a quello del 2014 (quando si arrivò quasi a 1,8 miliardi) ed esattamente della metà rispetto al 2013 (quando superò il valore di 2,6 miliardi di euro). E’ la fotografia scattata da Unioncamere – InfoCamere sui dati raccolti dalle Camere di Commercio.

A livello savonese, l’importo complessivo dei titoli protestati è stato pari a 2 milioni 934 mila euro, ovvero oltre 1,5 milioni in meno rispetto ai 4 milioni 466 mila euro del 2014; in percentuale la flessione è stata del 34%.  L’elaborazione dell’Ufficio Statistica e Studi della Camera di Commercio di Savona ripartisce i titoli protestati tra cambiale e tratte per un milione 678 mila euro e assegni bancari per un milione 266 mila euro. In numero assoluto le cambiali “con il buco” sono state 1.892 e gli assegni protestati 324.

La frenata dei “pagherò” scoperti sembra riflettere la persistente prudenza degli italiani nell’accettare impegni di pagamento, in un quadro di debolezza degli scambi che risente ancora degli effetti della lunga crisi. Il trend dei protesti è in linea con quello dei fallimenti societari, scesi in provincia di Savona dai 73 del 2014 ai 56 del 2015.

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